MOSTRA “INVENZIONE DI FORME E DEFORMAZIONI. ALFREDO INNOCENZI, SCULTORE E PITTORE (1909-1974)”

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È stata presentata lunedì 28 Novembre la mostra ‘Alfredo Innocenzi: invenzione di forme e deformazioni’ da Carmelo Lazzaro, giornalista Rai-Radio Uno e dai curatori Domenico Cialfi, presidente dell’associazione Il Punto e Marco Grilli, refente cultura dell’associazione Tempus Vitae. Le opere saranno esposte dal 4 Dicembre 2016 al 5 Febbraio 2017 al Museo Diocesano e Capitolare di Terni.

Alfredo Innocenzi, poliedrica figura di scultore, pittore, disegnatore e architetto, nasce a Terni nel 1909 e riceve la prima formazione artistica nella Scuola Industriale Benedetto Brin di Terni (sezione ebanisti), sotto la guida dello scultore Tommaso Illuminati. Diplomatosi nel 1928, per rifinire la sua preparazione si iscrive al Museo Industriale di Roma. Proprio nella Capitale il giovane Innocenzi si accosta al futurismo, aderendo alla compagine del ‘Blocco dei Futursimultanisti’ guidati da Ettore Mattia e ben presto farà la conoscenza anche di Filippo Tommaso Marinetti. Rientrato a Terni, si mette in evidenza in alcune sindacali umbre e mostre cittadine, aderendo anche al Guf (Gruppi universitari fascisti) e imponendosi nei Littoriali. Parte poi come volontario nella guerra per la conquista dell’Abissinia (1935). In Africa orientale resta per molti anni, con qualche interruzione per brevi licenze in cui torna ad esporre in qualche Sindacale umbra (1938), ma anche in colonia ha modo di mettere in evidenza le sue doti artistiche, realizzando alcuni monumenti di segno modernista (monumenti per la marcia su Gondar). Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, assiste al rapido dissolversi dell’Impero (1941). Rientrato stabilmente, dopo una lunga prigionia nella sua città natale (1947), apre un ‘Laboratorio di Arte Plastica e Decorazione’, mentre il suo indirizzo artistico sta mutando con una certa rapidità, anche se alcune ascendenze futuriste saranno sempre riconoscibili anche del prosieguo del suo cammino artistico. Successivamente si impegna per la ricostruzione post-bellica della città con suoi manufatti artistici. Stabilisce proficue collaborazioni con gli imprenditori locali, che gli consentono di adornare ingressi e androni di molti palazzi fino agli avanzati anni ’60, così come di abbellire con decorazioni plastiche e pittoriche residenze private di pregio, di cui cura l’arredo (palazzina Taddei, Terni). Alla fine degli anni ’60, amplia la sua gamma espressiva, dandosi con più insistenza anche alla pittura, comunque da sempre praticata, e aumentando la sua affermazione in mostre (sia collettive che personali) a Terni, in Umbria e nella Capitale, e in molte città italiane sia del sud che del nord Italia. Nel 1973, realizza anche il suo sogno di esporre a Parigi, considerata da sempre la culla dell’arte moderna. Si spegne per un attacco cardiaco, a Lumezzane di Brescia, nel novembre del 1974, mentre era in corso la sua ennesima personale bresciana.

Le sezioni della mostra La mostra è è divisa in quattro sezioni che rappresentano i diversi periodi artistici di Innocenzi.

Fase futurista (anni ‘30) Questa sezione, alquanto esigua per la dispersione delle opere, sarà in una saletta separata dalla sala espositiva generale e sarà affidata, oltre che alle poche opere superstiti (2 sculture e 2 bozzetti decorativi incorniciati), ad aspetti documentari (foto di opere scultoree, disegni e pubblicazioni dell’epoca) collocate in almeno due bacheche.

Fase artistica del dopoguerra (1948-1974). Questa rappresenterà l’aspetto centrale della mostra, sarà affidata a un consistente numero di bozzetti scultorei in bronzo, legno, gesso ecc… ma anche di tele pittoriche.

Fase dell’arte plastica Questa è anche la fase decorativa, delle realizzazioni architettoniche, e dell’arte pubblica (anni ’50 – ’70). Potrebbero essere due le sezioni dedicate a questo periodo grazie all’esposizione di qualche originale da prelevare dal sito in cui è collocato (la trasportabilità è da verificare con il dott. Cesare Taddei). A un congruo quantitativo di gigantografie è affidato il compito di documentare gli interventi di plastica murale e/o decorativi, nonché di statuaria e di arte pubblica, operati dall’artista.
Anche nel catalogo dovrà compiersi lo sforzo da parte dei curatori di evidenziare il ruolo che l’artista assunse nell’ambito della ricostruzione e dell’abbellimento estetico della città di Terni a partire dalla fase della ricostruzione postbellica.

Sezione documentaria (anni ’50, ‘60, ’70) Questa sezione, invece, ha il compito di documentare l’attività espositiva, i premi ricevuti e i concorsi a cui partecipò l’artista, attraverso dépliant e cataloghi relativi a mostre personali. Infatti, Innocenzi, nonostante i suoi impegni e la sua sobrietà, riuscì a esporre le sue opere in molte città italiane come: Roma, Spoleto, Terni, Milano, Rieti, Potenza, Brescia, ma anche a Parigi, nel 1973.